PARLIAMO CON GLI ZEBRA SYS

ZEBRA.sys, duo electro/industrial romano già vincitore di Emergenza Live Italia 2025, pubblicano venerdì 12 giugno 2026 il loro album d’esordio Shutdown Your System (Leave Music/Sony Music). 

È un manifesto programmatico: l’atto di spegnere il vecchio programma che tiene bloccati e riscrivere da zero chi si è davvero.

Anticipato dai singoli CTRL+Z e Jailbreak, l’album fonde drum machine pesanti, synth aggressivi e vocoder con un’anima rock analogica, trasformando ansia e burnout in un viaggio liberatorio pensato per i club. 

In occasione dell’uscita del loro primo album abbiamo avuto l’occasione di conoscerli più da vicino, vi lasciamo qui l’intervista:

Buona lettura!

  1. “Shutdown Your System” è un titolo molto evocativo e sembra rappresentare un vero e proprio manifesto. Qual è stato il momento della vostra vita o del vostro percorso artistico in cui avete sentito il bisogno di “spegnere il sistema” e ripartire da zero?

“Spegnere il sistema” per noi è stata la soluzione estrema che ci ha permesso di creare lo spazio e il tempo per ritrovare un allineamento con la nostra istintività artistica.

Lo shutdown c’è stato nel 2024, un momento in cui entrambi abbiamo sentito di essere arrivati a un livello di saturazione artistica che abbiamo avvertito come innaturale.

Da lì la necessità di uscire dalla comfort zone in cui eravamo, immergendoci in un territorio sonoro inesplorato.

Per farlo abbiamo dovuto sganciarci completamente dall’idea di ricondurre la nostra musica a uno schema precostituito.

Allo stesso tempo siamo andati a caccia di quel glitch che impediva alla nostra identità di essere pienamente allineata con la musica che suonavamo.

  1. Nel disco affrontate temi come ansia, burnout, libertà e riscatto, trasformandoli in brani pensati anche per la dimensione del club. Quanto è importante per voi far convivere introspezione ed energia da dancefloor?

Il dancefloor è il terreno perfetto per sublimare tutto quello che abbiamo dentro lasciando il corpo libero di vibrare al ritmo di pulsazioni fino ad ora ignorate.

Per noi è l’ambiente ideale in cui scegliere che dimensione dare alla propria intimità, se tenerla per sé, semplicemente chiudendo gli occhi e lasciandosi andare, o scegliere di condividerla, sincronizzandosi con le persone intorno.


Il dancefloor è uno spazio magico in cui la forza introspettiva da cui trae origine la nostra musica puó esprimersi al meglio e raggiungere e unire quante più persone possibile.

  1. Dopo la vittoria di Emergenza Live Italia 2025, è cambiato qualcosa nel vostro modo di vivere la musica e nelle aspettative verso il progetto ZEBRA.sys? In che modo questa esperienza ha influenzato la realizzazione dell’album?

Emergenza Live è stata una esperienza pazzesca che ci ha consentito di compattare il nostro sound e il nostro concept seguendo il flusso, senza costruirlo a tavolino.

È stato letteralmente il nostro primo palco e arrivare fino in fondo ci ha fatto capire che ZEBRA.sys è qualcosa di diverso da tutto quello che abbiamo fatto nel nostro percorso artistico individuale, qualcosa di naturale istintivo e liberatorio.

Non sappiamo dove arriveremo, ma sappiamo che non vogliamo perdere l’energia che sentiamo ogni volta che indossiamo il nostro casco e parte la prima canzone.

  1. Musicalmente mescolate industrial, elettronica e rock, con un immaginario molto legato alla tecnologia e ai sistemi informatici. Da dove nasce questa estetica e come riuscite a mantenerla autentica senza perdere il lato umano delle vostre canzoni?

Abbiamo voluto cercare un’estetica di “confine” tra reale e virtuale.

È stata una esigenza dettata da un momento storico in cui il rapporto tra umanità e tecnologia oscilla tra coesistenza e resistenza.

Abbiamo una cosa dalla nostra parte, l’istinto, quella componente ancestrale che ci rende unici nella nostra apparente indistinguibilità, come un branco di Zebre, apparentemente uguali ma ognuna con dotata della propria insostituibile identità.

Il nostro outfit cerca proprio di esprimere questo; all’interno di un layout cyber rivendichiamo la nostra natura umana.

Articolo di Redazione