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Kanye, Ye live a Bologna

Sui due launch party di Ye si è scritto e detto di tutto ancor prima che fossero messi in scena, d’altronde una pratica perfettamente in linea con il personaggio che sembra aver fatto diventare le controversie il suo core business. Un famoso magazine musicale titola: ” il futuro dei concerti a cui non vogliamo assistere”; altri lo accusano di essersi comodamente intascato milioni facendo una piccola deviazione dalla sua amata fashion week.

In realtà dobbiamo consolidare questa striscia positiva di grossi artisti che hanno riscoperto la dimensione live in Italia;  i primi sono stati Eminem e Kendrick, poi a seguire The Weeknd ,Travis Scott e adesso Kanye e 21 Savage. Mi ricordo i tempi in cui per assistere a un qualsiasi tour europeo si doveva arrivare fino in Svizzera o in Francia.

Kanye non è un artista come tutti gli altri; ha una fanbase che lo venera non solo per ciò che fa ma per ciò che rappresenta. Un artista che ha sempre cercato di esprimersi e di sfidare qualsiasi tipo di preconcetto  e, non  da ultimo, una vera popstar, un moderno Micheal Jackson, capace di fare show come pochi altri.

Lo show è più minimale che mai, poche luci, nessun oggetto in scena se non un tubo appeso in alto, Ye e Ty Dolla riproducono l’album con l’ordine della tracklist, unica eccezione Everybody, con il sample dei Backstreet Boys che non era rientrata nell’album.

La sensazione non è affatto cringe, anzi si crea una strana alchimia per cui il pubblico, chiamato a fare le veci dell’artista.  È come se l’artista, spogliandosi del potere del microfono e del palco in alto, diventasse uno dei tanti, parte di un rito collettivo, una sessione in cui giocare ed esprimersi.

Kanye è divertito e si vede: corre di qua e di là, da indicazioni ai cameraman, probabilmente per girare un video di “Carnival”, ripetuta ossessivamente nel live come un anthem, mi ha ricordato la ripetizione di “Niggas in Paris” undici volte nel tour di “Watch the trone” con Jay-z .

Ty è più defilato, consapevole che la scena è di Ye, ma accetta di buon grado questo ruolo da comprimario in cambio di una posizione in classifica che non avrebbe mai potuto raggiungere da solo.

Lo show migliora nella parte finale; tutti gli artisti si esibiscono in un lunga coda di “Best of”, cantati a squarciagola dal pubblico, al termine dei quali rientra Kanye, stavolta senza maschera a gasare il pubblico.

La sequenza di Runaway, Stronger e All of the lights , eseguite di fila,  è particolarmente emozionante .

Kanye lascia il segno e consolida la sua identità di Idolo delle Masse.

Articolo di Simone Giunta

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