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Discorsi amorosi, una commedia Triste.

Lo spettacolo è di nuovo in scena dal 13 al 24 marzo 2024 presso il Teatro Parioli Costanzo, con Riccardo Rossi e la partecipazione di Leonardo Colombati, regia di Cristiano D’Alisera.

Un’ingannevole brochure lascia che il lettore poco attento immagini Discorsi amorosi come una commediola romantica o una dissertazione a due sul sentimento amoroso.

In realtà, tirato all’amo, il confuso lettore di fogli A5 – ora spettatore – si trova ad assistere all’ennesimo spettacolo comico sul maschio etero basic all’italiana, poco male se l’avventato astante ha più di cinquant’anni, ma per carità, tenete fuori l’esibizione di Rossi dalla portata dei gen Z.

Senza nulla togliere alla verve dell’attore, viene da chiedersi:

  1. Il perché della figura del Colombati: scenicamente irrilevante, anzi, forse in più di una circostanza una presenza quasi forzata, di cui infastidisce la poca cura nella dizione. Un contraltare letterario ridondante, lì a scompigliare il tempo comico con aneddoti che sarebbero anche interessanti senza quella lore degna del feed Facebook del postatore medio di “buongiornissimo caffè”
  2. Come faccia dopo più di sessant’anni a far ridere ancora lo stesso mappazzone di battute sulla vita di coppia condito da cliché, anche quelli sentiti e risentiti, sull’uomo eterno predatore-bambino e la donna profumiera multitasking.

 

Insomma, se nel 2024 le battute sul sesso coniugale vi fanno ancora ridere, Discorsi amorosi è la pièce che fa per voi. A tutti gli altri se ne consiglia in ogni caso caldamente la visione, non è da sottovalutare infatti lo spettacolo nello spettacolo che il Parioli concede a chi varca i confini della Roma bene sotto mentite spoglie. 

Una messinscena che farebbe tornare a scrivere anche Goldoni.

 

Articolo di Carlotta Di Casoli