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Eartheater per Visioni Parallele

L’Hacienda si trasforma sulle note di Alexandra Drewchin, in arte Eartheater.

La produttrice, cantante e polistrumentista americana dalle origini russe, ha portato mercoledì 29 maggio grazie a Visioni Parallele il suo Powders (2023) in Italia, consacrandolo definitivamente al pubblico europeo. Il progetto si apre al popular attraverso la scelta di melodie morbide nelle quali l’artista incastona un erotismo che la vede soggetto attivo nell’indagine del piacere.

Le immagini testuali di Eartheater si frantumano attraverso il suono, il glitch è l’errore imprevedibile dell’umano messo a servizio del sentimento. Attraverso i bassi l’elemento elettronico prevale sul folk, comunque godibile all’interno dell’album. In live, l’acustico è ciò che colpisce al cuore dell’ascoltatore, al quale Drewchin si offre anche per mezzo del suo corpo. 

Uno spettacolo che si espande nello spettro delle tonalità e del genere, attraversando lo spazio mediante la composizione di nuove forme di movimento. L’universo cyborg viene stavolta decodificato scegliendo un uso più naturale della voce, ma non sottraendo nulla alla sua estensione, perfettamente modulata nonostante i problemi tecnici dei comparti fonico e luci, che l’artista sembra non apprezzare. 

Eartheater non osa attraverso la musica, ma cerca nel suono un luogo confortevole da poter abitare. Forse è per questo che nel tempo è diventata icona indiscussa della comunità queer internazionale, alla quale è molto legata, come dimostra anche il regalo che fa ad alcun3 su3 fan durante il live: tre magliette scelte direttamente dal merch ufficiale.

 

Articolo di Carlotta Di Casoli