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Esce “Stay” dei Conversessions

Dalla contaminazione tra jazz, fusion, progressive, soul e metal nel 2018 prende vita il progetto dei Conversessions, gruppo di musicisti nato tra i vicoli del centro di Roma, tra il Saint Louis College of Music e il prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia, ma nello stesso anno già pasciuto abbastanza da suonare al Jammin’ presso l’Auditorium Parco della Musica

Premiata nella categoria Jazzology del concorso LAZIOsound 2023 con due esibizioni, una durante il Roma Jazz Festival e l’altra sotto i riflettori del basco Jazzaldia, la band di Giacomo Tagliaventi (alle tastiere), Guglielmo Molino (al basso), Davide Fabrizio (batteria), Emanuele Righini e Lorenzo Reggio (alle chitarre) ha già nel portfolio  Fleeting moments of ordinary lives, un concept album introdotto sul palcoscenico di Dominio Pubblico progetto di sviluppo dell’audience e community engagement pensato per artist* < 25 – e il 1° marzo è tornata alla ribalta con il singolo Stay, al quale ha prestato la voce anche il cantante Francesco Sacchini.

Il brano cuce sonorità jazz al pop e al metal anni Novanta e restituisce a chi ascolta un po’ dell’adolescenza passata a guardare videoclip MTV sognando di essere Troy McLawhorn.

Il tema esplorato nel testo è la mancanza dovuta alla perdita, non a caso indagato mentre l’umanità fronteggiava il replicarsi indomito del Sars-Cov-2; ma non è un punto di vista strettamente pessimistico quello dei Conversessions, vuole infatti soffermarsi sull’inarrestabilità del divenire, interrogando la musica sulla possibilità di una rinascita.

A voi l’ascolto!

Articolo di Carlotta Di Casoli