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Girasoli, un esordio opaco per Marlon

Quanto può essere attuale un film che racconta la situazione nei manicomi?

Forse poco, perché grazie a Dio non esistono più, eppure Catrinel Marlon al suo debutto alla regia, affronta proprio questo tema nel film “GIRASOLI” nelle sale dal 23 maggio.

Forte di un cast che ha il giusto mix di esperienza e volti giovani, ( Pietro Ragusa, Monica Guerritore, Angela Ciaburri) la regista polacca ci accompagna in questo mondo di vessazioni e indifferenza che ha quasi del surreale, dove i pazienti non sono persone, ma “attrezzi”.

A portare un bagliore di luce sarà Anna (Mariarosaria Mingione) neo-infermiera assunta nel reparto bambini, la quale stringerà un rapporto profondo e particolare con Lucia ( Gaia Girace), una ragazza affetta da schizofrenia.

Il racconto è super efficace nell’ emozionare il pubblico, nel trasportare nelle storie dei vari personaggi, soprattutto dei ragazzi dell’ ospedale, portando le loro storie in maniera mai banale.

Eleganza e sensibilità sono sicuramente due grandi punti a favore della scelta registica che compensano una direzione di trama non del tutto lineare.

Le storie dei personaggi non trovano infatti un vero e proprio finale e ciò che rimane, almeno dal punto di vista narrativo, è un senso di inconcludenza.

Tra le domande che lascia ci sarebbe sicuramente da chiedersi come mai la regista abbia scelto di affrontare un tema come questo.

Tema che viene comunque toccato con una delicatezza rara e fa bene sperare per le successive pellicole.

Articolo di Giuseppe Graziani