Traccia corrente

Titolo

Artista

Ora in onda

Ora in onda


Le Belle ma Brutte della Musica Italiana

Le meravigliose cantanti che trascinano il mercato e la musica italiana: Annalisa, Rose Villain, Angelina Mango, Emma, Alessandra Amoroso.
Un servizio televisivo recitava così. Che dire, è vero. Meravigliose cantanti della fattura. Son venuto a sapere della loro esistenza a causa della potenza mediatica sanremese e credo che anche per la maggior parte del pubblico sia stato così. Le cinque cantanti canterine sono il frutto del gran albero del

.

A un orecchio più impegnato le loro canzoni sono pressoché uguali, strano? Non proprio.

Basta impegnarsi ed approfondire un poco per scoprire l’imbarazzo artistico che le avvolge. Dei loro cinque autori, quattro sono sotto contratto dalla Sony Music: Petrella, Faini, Merli.Solo tre perché Petrella è autore sia di Rose Villain che di Emma. Evidente quindi una sonorità omogenea, coerente con le linee discografiche di un’azienda – la Sony Music. In più Annalisa, Rose Villain e Mango condividono la stessa etichetta musicale, la Warner Music (pertanto valgono le suddette conformi politiche aziendali). Amoroso invece è sotto Sony; Emma con Universal.

Non sopporto che vengano esaltate a portavoce della scena musicale italiana. Polemizzo con l’industria musicale e con la passività del pubblico. Ciò che rimane è una grande canzone, un grande testo, composti a tavolino, non c’è differenza tra diva e diva. E questa piatta omogeneità è condivisa da tutto il pubblico. Un atteggiamento non sano per il pluralismo vero, sfrontato. La politica di Sanremo, condizionante l’intera fabbrica musicale italiana, fa male, perché non si tratta solamente delle canterine da me sopracitate ma anche di tutti gli altri concorrenti del Format, i grandi artisti, difesi da pubblico e critica. Se il Festival ha così tanto peso nel lancio di artisti tormentati dai loro tormentoni spero che il consiglio di Morgan un giorno venga considerato: regolamentare un autore diverso per ogni canzone e che la musica italiana non sia (f)rutto di quattro major discografiche.  E voi, popolo che urla Barabba, impegnatevi nell’ascolto, date ascolto, altrimenti saranno l’Annalisa e la Mango di turno, come dite voi, a emozionarvi.

Che sia dato il giusto valore alla musica, ai musicisti.

 

Articolo di Archita Russo