Traccia corrente

Titolo

Artista


Matteo Paolillo con il “Come Te Tour” ha fatto riaccendere le luci dell’Atlantico Live!

Sabato 16 dicembre è stata una data attesa sia dagli addetti ai lavori e non solo, l’Atlantico Live ha infatti inaugurato l’inizio della stagione concertistica con il live di Matteo Paolillo. Una platea gremita di gente, tra i fan dell’omonimo cantante e chi non vedeva l’ora per il riaccendersi delle luci di un palco storico per la città. 

La data romana ha ospitato il “Come te tour”, un viaggio che l’artista ha intrapreso con il suo pubblico tra musica, poesia e i visual di Stefano Di Buduo, creatore di una scenografia 2.0 in cui il visivo si fonde con le sonorità del live facendo immergere lo spettatore in una narrazione inedita. 

 

Matteo Paolillo ha fatto la sua prima apparizione avvolto in una gabbia di luci, da cui fuoriesce per condividere la sua musica e un importante messaggio: “Educazione ai sentimenti, non siamo solo animali ma esseri pensanti”. Affermazione che l’artista ha poi mutato in musica con il singolo “Amare chi fa male”, un manifesto contro la violenza di genere. La scaletta ha poi visto alternarsi: brani dalle produzione sperimentali come “A vuoi frnì”, il grande successo dei singoli “O Mar for” e “Origami all’alba”,  passando poi per le barre rap di “Edo Freestyle”, fino alla cover di “Meraviglioso” e un omaggio alla città eterna con “Roma nun fa’ la stupida stasera”. Inoltre Matteo Paolillo ha condiviso il palco dell’Atlantico Live con Ludovica Coscione, sua ospite, che per l’occasione ha recitato un componimento poetico della scrittrice Patrizia Cavalli

 

Il “Come Te Tour” ci ha fatto ballare sul flow di un’artista che ogni volta si sta facendo scoprire sempre di più dal suo pubblico. Oltre al grande successo arrivato con “Mar for”, abbiamo ascoltato i versi di una penna che ha tutte le carte in regola per sfondare nel rap system italiano. Matteo Paolillo ci ha dimostrato come la musica sia un mezzo per trasmettere messaggi sociali importanti senza però venir meno alla bellezza propria dell’arte.

A cura di Beatrice Sampaolo.