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Ti porto in STC e Minifesto I

Sono fiero di poter dire di far parte della redazione di Super Tramps Club, redazione che inizialmente curava e tutt’ora cura la pubblicazione di due riviste: una online, attiva ogni settimana con un nuovo racconto o una nuova silloge poetica; la seconda cartacea, Turchese, recentemente al settimo numero, che ospita racconti lunghi (raramente poesie) di autori e autrici pubblicati ed esordienti. Ogni racconto o poesia è corredato, online e in cartaceo, da un progetto fotografico scelto e curato dal team foto. Insomma, una bella redazione, che pubblica bei testi e belle fotografie. Ma di recente abbiamo compiuto il folle volo: siamo ufficialmente diventati casa editrice.

La prima pubblicazione si intitola Minifesto I – Università e in tre punti cercherò di presentarla:

  1. Che cos’è?

Che cosa sia Minifesto ce lo siamo chiesti più volte. La risposta più facile sarebbe: ovviamente, un manifesto. Ma non sarebbe una definizione completa. Forse un manifesto in itinere, in fieri, work in progress, ecco forse questo, ma nemmeno questa definizione mi soddisfa. Minifesto, certamente, è un libro: l’idea iniziale era di fare un gesto politico nella forma del pamphlet. Un testo piccolo, insomma, ma fra illustrazioni (incredibili, di Mercè Aragonès, già illustratrice della nostra tote bag), impaginazione e altro, ecco, siamo arrivati a circa 160 pagine. Dunque, questo è quello che posso dire: Minifesto è un oggetto da leggere, un tomo, un libro – il nostro primo, primissimo, libro.

  1. Come funziona – o meglio, prendendola larga: cosa ci troverò dentro?

Come funziona un libro? Ha senso chiederlo? Un libro funziona che si apre, si accende l’abat-jour e si legge, rigo per rigo, piano piano. Minifesto, essendo libro, questo è stato chiarito al punto prima, funziona così: va letto. Contiene, dopotutto, una prefazione e tre saggi, articoli, approfondimenti (chiamateli come preferite) scritti da tre membri della redazione: io, che sono Fabrizio Pelli, Giulio Frangioni e Alessandro Tesetti.

I saggi, articoli, etc. sono a tema “università” nella sua accezione più larga, dall’ansia, dallo stress che causa l’università, alla questione affitti (di cui ho già parlato qui, su Kaos Letterario, a questo link), fino all’ipocrisia degli studenti.

Ma perché chiedere come funziona? Perché Minifesto – parafrasando quanto è stato detto su un famosissimo spremiagrumi Alessi – “serve a creare conversazioni”: è un libro che non pretende di essere d’accordo con nessuno, volutamente provocatorio, fastidioso (alcuni centri culturali hanno rifiutato di ospitarci per una presentazione dopo averlo letto; altri ne hanno apprezzato la natura e l’hanno accolta), che vuole un dialogo, ma anche un litigio. Insomma, il fine ultimo è di sensibilizzare.

  1. Si intitola Minifesto I – Università: ne vedremo altri?

Ahimè di storie è colmo il mondo, e di storie noi scriviamo. nel nostro caso, abbiamo deciso di parlare del presente e delle storie da cui questo è abitato. Quindi sì, seguiranno altri numeri, che approfondiranno tematiche diverse, si ispireranno a storie diverse e infastidiranno (o allieteranno) persone diverse. Questo prossimo numero, però, non so ben dire quando verrà pubblicato: uno dei fondamenti di Minifesto è che esca solo quando ce n’è il bisogno, come fosse un caso, una coincidenza – una coincidenza a cui non si crede mai.

Concludo: se volete leggere Minifesto I – Università lo potete comprare cliccando qui. Se volete mandarci opinioni, recensioni, minacce, ecco, trovate la mail nel sito, sezione Chi siamo. Giulio è sempre carino, anche con gli Haters.

 

Articolo di Fabrizio Pelli.