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Nella Poesia di Proust

Quando si parla di poesia, tendenzialmente e con le dovute eccezioni si parla di brevità.
Non si può dire lo stesso di quando nella conversazione viene nominato Proust, autore di quel capolavoro mastodontico che è La Recherche.

Eppure Proust più volte durante la sua vita si è dedicato alla poesia, seppur con fare frugale. Molte poesie, Proust le ha scritte agli amici, alcune sono dediche, altre sono state recuperate dagli epistolari. A queste si aggiungono otto poesie contenute ne Les Plaisirs et les Jours, volume tra l’altro ripubblicato da Mondadori nel 2022 curato da Giuseppe Girimonti Greco e Mariolina Bertini; e una piccola plaquette dedicata ai musicisti: si intitola Portraits de
Musiciens ed è composta da quattro poesie dedicate rispettivamente a Schumann, Chopin, Gluck e Mozart. A questi si affiancano anche i Portraits de Peintres, poi musicati dall’amico Reynaldo Hahn (a sua volta uno dei principali dedicatari delle poesie di Proust).

Tutte le poesie di Proust sono state pubblicate da Gallimard relativamente tardi – nel 1982, nel decimo dei Cahier Marcel Proust – e sono arrivate in Italia l’anno successivo per i tipi di Einaudi, curate da Franco Fortini. Concludo con una delle poesie tratte dai Portraits de Musiciens, il ritratto di Chopin:

Chopin, mare di lacrime, di sospiri e singhiozzi
che una nube di farfalle traversa senza posarsi,
giuoco sulla tristezza o danza sulle onde.
Che tu sogni, ami, soffra, grida, calmi, incanti
o consoli vuoi sempre che fra ogni dolore scorra
la dolce vertigine di oblio del tuo capriccio,
come di fiore in fiore volano le farfalle.
Allora la gioia è complice delle tue pene.
Arde il vortice e accresce la sete delle lacrime.
Dolce compagno pallido della luna e delle acque,
principe di sconforto, gran signore tradito,
più bello di pallore, tu anche più ti esalti nel sole
che inonda la tua stanza da malato, che piange
se gli sorride e patisce di vederlo…
sorriso del rimpianto, lacrime della speranza!

 

Articolo di Fabrizio Pelli