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“Labyrinth”, il nuovo album di Fabio Massimo Colasanti e Kyungmi Lee che sfida le convenzioni.

Fabio Massimo Colasanti, produttore, musicista e collaboratore storico di Pino Daniele, e Kyungmi Lee, talentuosa violoncellista, pubblicano il loro album collaborativo, dal titolo “Labyrinth”, disponibile sulle piattaforme digitali e su  supporto fisico, realizzato con il contributo del NUOVO IMAIE. L’album propone all’ascoltatore un sound inedito in cui la musica elettronica si fonde con il violoncello, dando vita ad una ricercata esperienza uditiva.

Il progetto musicale di “Labyrinth nasce in seguito ad una conversazione tra i due artisti, i quali hanno condiviso le loro esperienze personali su come la musica abbia aiutato ad  affrontare il periodo di quarantena in seguito alla Pandemia di Covid19. . Kyungmi Lee, con il suo violoncello, e Fabio Massimo Colasanti, con la sua passione  per la musica elettronica, hanno deciso di combinare le loro forze in un progetto che esplora le potenzialità di unire  l’acustico e l’elettronico. 

Labyrinth” rappresenta quell’immaginario in cui ogni ascoltatore può riconoscersi, dato da incertezze e senso di smarrimento che il lockdown ha trasmesso ad ognuno. La musica anche questa volta si fa maestra per elaborare periodi di inquietudine personale. 

Del progetto la violoncellista ricorda come «Parlando di come ognuno di noi ha vissuto il lockdown, gli ho raccontato  quanto sia stata una salvezza suonare il violoncello e come mi avesse aiutato a passare il tempo registrando a casa più  linee del violoncello, creando un trio, un quartetto, studiando ed esplorando la possibilità di usarlo in maniera  polifonica. Lui, invece, mi parlava della ricerca dei suoni elettronici». 

«Quando ho cominciato con Pino Daniele – dice Colasanti – lavoravamo sui primi sistemi digitali specifici per fare  musica, era un po’ tutto sperimentale, funzionava male e i computer si fermavano spesso. Oggi chiunque con un iPad  può generare canzoni, arrangiamenti. L’altra faccia della medaglia è che sembra tutto uguale e piatto. Con “Labyrinth”  abbiamo cercato di ribaltare un po’ questo processo: ci siamo visti in studio e improvvisavamo registrando tutto. “Labyrinth” è nato come un flusso di idee musicali, senza pensare troppo al fine ma semplicemente scaturito dalla  voglia di esprimersi e fare musica insieme». 

 

Beatrice Sampaolo