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Un cuore d’altri tempi.

Oggi abbiamo avuto la possibilità di accorciare ancora una volta le distanze e conoscere meglio Andrea Graziadio. Noto anche con il nome: OldTimeKid, per la sua pagina Instagram che lo ha portato alla pubblicazione del suo primo romanzo. Vedremo come i social e la tecnologia spesso possano essere strumenti e trampolini di lancio se usati adeguatamente e tutto quello che può derivarne.
RKI: Ciao Andrea, svelaci com’è nata la tua pagina Instagram OldTimeKid.
AG: Ciao Irene, la pagina è nata poco prima dell’inizio della pandemia a Marzo 2020. È stata creata dalla voglia di condividere storie ed esprimere alcuni pensieri affini ai miei, non trovandone nel web, iniziandolo a fare anche per gli altri. E piano piano ho riscontrato un grande pubblico che la pensava come me. Ormai la pagina ha più di 4 anni, sono molto contento di questo traguardo!
RKI: Come mai hai scelto di utilizzare il bianco e nero per il tuo profilo?
AG: Per differenziarmi dalle altre pagine e creare una facilità nella riconoscibilità nella home quando si scrolla.
RKI: Un anno fa ci hai comunicato che avresti scritto il tuo primo romanzo. Ma la cosa incredibile é che tutto é nato da un’offerta ricevuta via mail da parte di una casa editrice. Parlaci della sensazione che hai provato davanti questa proposta.
AG: Inizialmente ero sorpreso e scettico, però ho voluto cogliere la palla al balzo, sospinto dall’incoscienza e quella voglia di sfogarmi e liberare i miei pensieri più profondi. Così ho accettato e giorno e notte ho iniziato a scrivere, sia per il flusso sbloccato dopo le prime righe che ho steso sia per non mancare la scadenza imminente della consegna. Nella scrittura ho trovato anche una cura terapeutica e la realizzazione di un sogno che é andato anche oltre quello che immaginavo.
RKI: Hai trovato difficoltà nella stesura di questo libro?
AG: Non le chiamerei difficoltà ma sfide. Superate con piacere. Sia perché non avevo altro per la testa, avevo appena concluso il percorso di studi ed era il momento di una pausa e questo mi ha permesso di immergermi completamente nel progetto. Avevo iniziato a inviare curriculum e fare colloqui di lavoro ma il completamento del libro aveva preso la meglio. Ero curioso e chiedevo e ceravo persone che mi raccontassero le loro storie e mi ispirassero. Per scrivere devi sapere ascoltare e saper immedesimarsi nelle esperienze altrui. Secondo me si scrive sempre di quel che si sa. É la dedizione che mi ha portato alla chiusura del racconto.
RKI: Abbiamo visto sui social che hai partecipato alla promozione del tuo libro in maniera attiva. Raccontaci di più.
AG: Tutto è avvenuto dopo 6/7 mesi dal lancio del libro. Ho potuto partecipare alla presentazione del mio libro in due scuole del mio paese. Castrovillari in Calabria. Una per l’evento Nazionale “Libriamoci” e nell’altra scuola vi è stata la lettura del libro. Mi sono sorpreso nell’accoglienza che ho trovato nella seconda scuola. Mi hanno accolto come uno scrittore affermato. Ho incontrato una mia vecchia insegnante ed é stato emozionante vederla così fiera di me. La ringrazio per gli insegnamenti ricevuti che hanno contribuito alla mia formazione e quindi anche a questo. Inoltre, ho notato durante gli eventi grande curiosità nonostante la forte differenza di età del pubblico (ragazzi delle medie e del liceo), sono estrefatto dalla copertura del libro. Si è rivelato adatto ad un pubblico ampio perché lascia la possibilità di lavorare su argomenti diversi in base alla fase di vita che si attraversa. Mi sono ritrovato a lasciare autografi e dediche, non me lo sarei mai aspettato. Queste esperienze hanno segnato un forte punto di maturità e scoperta delle mie capacità durante il percorso che mi spronano ancora di più sul futuro.
RKI: A proposito di futuro, hai qualcosa da anticiparci?
AG: Assolutamente! Vorrei implementare la promozione del libro e di ampliare i miei progetti. Tra questi c’è la volontà di scrivere un Sequel del libro “Un cuore di altri tempi”. Ho già buttato giù la base per la trama ma lascio che sia il tempo a dirmi quando iniziare a scriverlo. Nel frattempo continuo a raccogliere i miei pensieri, scrivere dediche e utilizzare la scrittura come un terapia per me e per gli altri.