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Grazie Cinema, Grazie Musica

Il problema della vita è che non c’è la musica di sottofondo”. Diceva Philip R. Craig, autore del 20esimo secolo. Basterebbe a spiegare la magia che questa forma d’arte esercita sulle persone. Una costante che accomuna le vite di ognuno, e rende tutto personale ed unico, soprattutto nel cinema.

Basta una sola nota a rievocare scene o film interi. E con loro, le emozioni che trasmettono.

Basterebbe chiudere gli occhi ed ascoltare la solennità della MARCIA IMPERIALE di John Williams per capirlo, oppure udire in lontananza l’orecchiabile ma inquietante TWISTED NERVE di Bernarrd Herrman, per essere assaliti dal presagio di violenza e morte.

Le colonne sonore non hanno solo il compito di accompagnare le immagini, ma anche di caricarle emotivamente, di svelare significati che non appaiono in un primo momento e di enfatizzare movimenti, sguardi, discorsi.

Si pensi alle composizioni classiche di Beethoven, Rossini e Guglielmo Tell in “Arancia Meccanica”(1971), volutamente distorte per accompagnare e dare un senso alle azioni dei drughi.

Immortale sarà sempre Ennio Morricone, autore di colonne sonore pregiatissime come ne “Il Buono Il Brutto e Il Cattivo”( 1966) o in “Nuovo Cinema Paradiso”(1988), fonte di ispirazione infinita.

La musica infatti può essere protagonista e racchiudere la maggior parte della carica emotiva, più dei dialoghi. In “La La Land”(2016), le canzoni esprimono tutta la nostalgia, ma anche l’accettazione di un amore finito, rendendo superflua qualsiasi parola ed arrivando al cuore solo con lo sguardo.

La musica serve perché fa evadere dalla realtà, aiuta ad inseguire i propri sogni e li rende tangibili, fregandosene del resto. Il cinema senza essa non avrebbe la stessa magia e la stessa intensità con cui segna le vite di tutti.

Per questo, grazie cinema, grazie musica.

Articolo di Giuseppe Graziani